Screening Gastrointestinale

Perché si deve fare la prevenzione per il tumore del colon retto?

Il tumore del colon retto è il più frequente dell’intestino crasso o grosso intestino, e avviene quando le cellule del rivestimento del lume intestinale (deputate alla produzione del muco necessario per la facilitazione del transito intestinale) si trasformano in maligne. Il tumore del colon retto, in Italia, rappresenta la seconda causa di morte per neoplasia, dopo il tumore del polmone nell’uomo e quello della mammella nella donna. Ogni anno, nel nostro paese, si registrano oltre 40.000 nuovi casi, con insorgenza maggiore dopo i 40 anni e con un’analoga frequenza negli uomini e nelle donne.

Il tumore si origina partendo da lesioni benigne del colon o del retto, nominate polipi adenomatosi (adenomi). Il rischio di trasformazione da polipo benigno a tumore maligno dipenda dai seguenti fattori:

  • Tipo di adenoma (rischio maggiore negli adenomi villosi);
  • Numero e dimensione dei polipi (rischio maggiore per i polipi multipli e di diametro superiore a 1 cm);
  • Alterazioni cellulari del polipo, dette displasie.

È stato calcolato che, affinché un adenoma si trasformi in cancro invasivo, occorre un periodo compreso tra i 10 ai 15 anni.

È possibile prevenire il tumore del colon retto? Sì! Tramite due modalità:

Prevenzione primaria: ha lo scopo di prevenire l’insorgenza del tumore, rimuovendo, dove possibile, i fattori di rischio della malattia. Essa si pratica osservando:

  • una dieta equilibrata ricca di frutta e fibre, a basso contenuto di grassi e povera di carni rosse;
  • esercizio fisico costante (30 minuti dedicati per almeno 5 giorni la settimana).
Prevenzione secondaria o diagnosi precoce: essa ha lo scopo di individuare precocemente la presenza del tumore e si attua partecipando ai programmi di screening ove organizzati, oppure rivolgendosi al proprio medico di fiducia che illustrerà le opzioni diagnostiche possibili, per concordare eventuali programmi individuali di prevenzione e di diagnosi precoce.

Inoltre, la scoperta di un tumore in uno stadio iniziale, comporta una cura meno aggressiva, con una probabilità più elevata di guarigione e una migliore qualità di vita.


Cosa puoi fare da solo?

La LILT raccomanda alle donne e agli uomini trai 50 e i 70/74 anni, in assenza di altri fattori di rischio, di partecipare ai programmi di screening organizzati e realizzati dal Servizio Sanitario Nazionale nelle Regioni di appartenenza. Nel caso in cui non siano ancora disponibili tali programmi, si consiglia di rivolgersi al proprio medico di fiducia, che suggerirà l’età di inizio e la frequenza dei controlli periodici, concordando il test diagnostico più idoneo.


Come si svolge la visita?

Per ciò che riguarda lo screening delle patologie del colonretto, l’incontro con il paziente porge particolare attenzione all’aspetto anamnestico per individuare familiarità, fattori di rischio, segni e sintomi ed eventuali patologie associate. Successivamente il paziente viene sottoposto ad esame obiettivo dell’addome e ad anoscopia rigida.
Qualora lo si ritenesse opportuno, si invierà il paziente ad eventuale esame endoscopico.

Dott.ssa Tatiana Di Cesare