Screening Ginecologico (collo dell’utero, ovaie e tube, endometrio)

Perché si deve fare prevenzione del collo dell’utero?

In Italia, il carcinoma del collo dell’utero è al quinto posto, per incidenza, dopo il tumore alla mammella, del colon retto, del polmone e dell’endometrio. Per ridurre al minimo l’incidenza di questo tumore, oggi, vengono diffuse le seguenti pratiche: informazione, diffusione capillare del test di screening (Pap Test), il reclutamento e l’aggiornamento continuo di operatori sanitari dedicati, fino alla recente vaccinazione verso HPV.

I Papillomavirus (HPV) sono una famiglia di virus a DNA di cui si conoscono 100 tipi e dei quali 80 infettano l’uomo. La presenza di questi virus nei cervicocarcinomi è pari al 99,7%. Perciò, risulta evidente quanto sia importante la diagnosi precoce dell’infezione da Papillomavirus.

È importante sapere che molte persone affette dal Papilloma Virus non presentano segni clinici e non hanno sintomi, quindi possono trasmettere il virus a loro insaputa!

Inoltre, bisogna sottolineare che la presenza del virus, in assenza di alterazioni cellulari citologiche e/o istoligiche, costituisce solamente un fattore di rischio e non rappresenta di per sé una condizione patologica tumorale. Infatti l’infezione da HPV è largamente diffusa tra le donne, in prevalenza tra le fasce di età più giovani (15-17 anni), dove però ha più spesso (80% dei casi) un carattere transitorio e un’evoluzione favorevole (ossia la regressione spontanea dell’infezione). Quando l’infezione da HPV scompare, anche il rischio scompare.

In caso di infezione persistente da HPV, il tempo che intercorre tra l’infezione e il carcinoma può raggiungere anche i 15-20 anni. Proprio in virtù dei tempi della storia naturale di questo tumore, il Pap Test, associato alla visita ginecologica, risulta lo strumento più efficace per individuare le lesioni precancerose del collo dell’utero.

Cosa puoi fare da sola?

In conclusione, le strategie vincenti per prevenire il tumore del collo sono semplici e facilmente eseguibili da ogni donna:

  • curare sempre la propria igiene personale
  • evitare rapporti sessuali non protetti
  • eseguire periodicamente il Pap Test, aderendo ai programmi di screening: esame innocuo e indolore che permette l’osservazione del collo dell’utero, dal quale, con una spatola, vengono prelevate le cellule dell’esocervice e con una sorta di spazzolino quelle dell’endocervice. Le cellule, poi, vengono poste su un vetrino e studiate da personale specializzato. Il pap Test consente di individuare le lesioni pre-tumorali e i tumori allo stadio iniziale, ossia quando i sintomi possono essere del tutto assenti
  • effettuare controlli ginecologici regolari
  • non aspettare di avere sintomi per sottoporsi a controlli e non esitare a sottoporsi alla visita ginecologica in caso di disturbi, anche se lievi.

 

Perché si deve fare prevenzione per il tumore delle ovaie e tube?

Il tumore delle ovaie e delle tube, più frequente dopo i 50 anni di età, non è altrettanto semplice da prevenire perché non disponiamo di esami cosi specifici come il Pap test. Inoltre la malattia non dà sintomi finché non è già in fase avanzata. E’ pertanto importante eseguire con cadenza annuale una visita ginecologica corredata da ecografia pelvica per valutare lo stato di tube e ovaie e rivolgersi al ginecologo in caso di dolori pelvici, improvviso gonfiore addominale, perdita di peso improvvisa, perdite ematiche anomale vaginali. Recenti ricerche scientifiche suggeriscono che la pillola anticoncezionale, assunta per lunghi periodi (oltre 10 anni) può risultare protettiva, come le gravidanze e l’allattamento al seno.

Un discorso a parte meritano le donne con mutazioni nei geni BRCA 1 e 2 o in altri geni che conferiscono aumentato rischio di carcinoma ovarico (e mammario) e per le quali si configura una possibile strategia di prevenzione nella ovaro/salpingectomia, da valutare in maniera personalizzata attraverso il counselling con lo specialista ginecologo oncologo al termine del programma riproduttivo della paziente.

Perché si deve fare prevenzione per il tumore dell’endometrio?

Anche per la prevenzione del tumore dell’endometrio, tipico della età menopausale, saranno i sintomi a guidare un eventuale accertamento, in primis un anomalo sanguimanento vaginale. E’ bene comunque eseguire una volta l’anno l’ecografia pelvica, che potrà evidenziare un ispessimento endometriale patologico (> 4 mm in menopausa, vascolarizzazione endometriale) o la presenza di polipi con possibile rischio di degenerazione o di neoformazioni uterine.

Quindi è bene ricordare che in caso di sanguinamento vaginale anomalo (spotting postcoitale, perdite ematiche fuori dal ciclo, perdite ematiche in menopausa) bisogna rivolgersi subito al ginecologo per gli accertamenti del caso.

Non dimentichiamo poi che anche per le neoplasie ginecologiche, come per tutti i tumori, risulta fondamentale la prevenzione basata su un corretto stile di vita, che comprenda l’astensione dal fumo, una sana alimentazione con dieta povera di grassi, un’adeguata attività fisica, il benessere psico-fisico con evitamento delle potenziali fonti di stress.

Quali sono i consigli dello Specialista LILT?

I controlli periodici sono la miglior forma di prevenzione:

in ginecologia le neoplasie di interesse sono i tumori dell’utero (collo e corpo), delle ovaie e della mammella.

Per fare prevenzione del tumore della cervice uterina bisogna eseguire un pap test ogni anno dai primi rapporti sessuali, mentre per la prevenzione dei tumori dell’utero e delle ovaie bisogna eseguire una visita ginecologica ed un ecografia transvaginale. Per quanto riguarda la mammella  è importate eseguire uno studio clinico senologico ed ecografico dopo i 25 anni, mentre dopo i 40 anni mammografia ed ecografia mammaria.

Dott.ssa Francesca Natale

 

Come si svolge la visita?

Iniziamo col chiarire che la visita ginecologica non è un’esperienza dolorosa, ma molto dipende dalla delicatezza e dalle piccole ma fondamentali accortezze del medico, nonché dalla capacità di rilassamento della donna. Il ginecologo deve instaurare con voi pazienti un rapporto di fiducia e di comprensione, deve essere attento e scrupoloso nella visita, preciso ed esauriente nelle spiegazioni.

È opportuno fissare la visita e gli esami di routine in assenza di ciclo mestruale (meglio entro i primi dieci giorni dal ciclo), è consigliato inoltre non usare creme vaginali o simili, che potrebbero mascherare alcune condizioni, per i 2-3 giorni precedenti la visita.

Innanzitutto dopo aver accolto la paziente la mia visita ha inizio con la raccolta di una storia clinica dettagliata. Richiedo il motivo della visita, se si tratta di un controllo di routine o se è insorta una problematica specifica. Mi informo sempre riguardo alle malattie da cui la paziente è affetta e di cui ha sofferto in passato, le cure che sono state prescritte ed effettuate, il loro esito, con guarigione o persistenza dei sintomi e le chiedo eventuale documentazione, che ricordo è bene portare sempre con sè. Mi informo circa la familiarità per malattie, quelle oncologiche -con particolare attenzione alla sfera ginecologica (utero, ovaie e tube, mammella) – quelle cardiovascolari, endocrine, autoimmuni.

Passo poi a raccogliere informazioni dettagliate relative a menarca, caratteristiche delle mestruazioni, gravidanze, vita sessuale, contraccezione e stili di vita, con particolare attenzione ad fumo, alimentazione, attività fisica. Raccomando alle mie pazienti di portare sempre con sè esami ginecologici recenti: ultimo Pap-test, ecografia pelvica, mammografia ed ecografica mammaria, ultimi esami del sangue e altre indagini specialistiche”.

Dopo il colloquio ci si accomoda sul lettino e si procede alla visita, in cui è bene che la paziente si senta completamente a suo agio. La visita si compone di alcuni momenti fondamentali:

  • L’ispezione dei genitali esterni;
  • L’esame con lo speculum, un apposito strumento che inserito nella vagina permette di vedere chiaramente il collo dell’utero e le pareti vaginali, nonché eventuali anomalie presenti. Si procede in questa sede all’ esecuzione del Pap test;
  • L’esame bimanuale, durante il quale il medico riesce a valutare dimensioni, consistenza, mobilità e posizione dell’utero e lo stato di tube e ovaie;
  • L’esame obiettivo dell’addome se si reputa necessario.

A questo punto verrà eseguita l’ecografia pelvica con sonda transvaginale, per visualizzare utero, ovaie e tube ed eventuali alterazioni a carico di questi organi. E’ bene sapere che in caso di paziente virgo o che non può eseguire tale tipo di indagine per via transvaginale o che ha eccessivo discomfort, è possibile eseguire l’esame per via transaddominale dopo adeguato riempimento vescicale o per via transrettale.

Il ginecologo completa la visita effettuando l’esame del seno per valutare lo stato delle mammelle, controllare l’eventuale comparsa di noduli, anomalie, secrezione spontanea o evocata alla spremitura dei capezzoli, eventuali linfonodi aumentati di volume nei cavi ascellari. Raccomando alla paziente di eseguire mammografia e/ o ecografia mammaria di screening o in caso si rilevi qualche anomalia.


Dott.ssa Cristina Donfrancesco