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Dalla Parte del Cuore

DALLA PARTE DEL CUORE

I polifenoli contenuti nell’olio EVO ci proteggono dalle malattie cardiovascolari, contrastando l’ipertensione, l’aterosclerosi e l’ipercolesterolemia che sono le principali cause delle malattie cardio-circolatorie. Di seguito elenchiamo i benefici del consumo dell’olio EVO come alimento fondamentale per la prevenzione oncologica.

FA BENE ALLA TESTA E AL SISTEMA NERVOSO

L’olio EVO svolge un’azione benefica nello sviluppo del sistema nervoso: la sua composizione lipidica è simile
a quella del latte materno, rendendolo essenziale nella dieta del bambino. In età adulta, invece, ci preserva dalle malattie legate al rallentamento e al deterioramento delle funzioni celebrali, come nel caso dell’Alzheimer.

UN TOCCASANA PER L’INTESTINO

L’acido oleico dell’olio EVO è il più digeribile e il più sano tra i grassi ed ha un effetto benefico su tutto il sistema gastrointestinale, prevenendo gastriti e ulcere. Inoltre accelera il transito del tratto intestinale, favorendone la regolarità.

UN ALLEATO CONTRO IL DIABETE

Le ricerche hanno dimostrato che una dieta ricca di olio EVO potrebbe ridurre a lungo termine la necessità di farmaci nei pazienti diabetici.

Gli screening tumorali nella comunità LGBT +

Modificato da CancerToday Magazine vol 10, 2020 (www.CancerTodayMag.org) e CDC-USA Guidelines

LILT Roma, HPV-Unit Ist Naz Tumori “Regina Elena”, Roma, The Mediterranean Taskforce for Cancer Control (www.mtcc-prevention.net)

I TEST DI SCREENING (esami eseguiti per valutare la presenza di tumori o lesioni pre-tumorali in popolazioni asintomatiche) sono, con la prevenzione, l’arma più efficace per diminuire la mortalità per cancro in tutte le fasce di popolazione.

Tuttavia, le recenti indagini epidemiologiche hanno rilevato che nella comunità LGBT+ vengono eseguiti un numero minore di screening, nonostante , per alcuni tipi di cancro, il rischio potrebbe essere più elevato, come evidenziato in altre ricerche.

A riguardo, come in ogni iniziativa di sanità pubblica, la mancanza di informazione è un problema di primaria importanza. Ad esempio, alcune indagini hanno dimostrato che un numero non irrilevante di persone appartenenti a questa comunità, ritengono di non aver bisogno di sottoporsi ad indagini relative all’infezione dai Virus del Papilloma (HPV).

Va ricordato invece che chiunque sia infettato da HPV può diffondere il virus attraverso il contatto pelle a pelle o attraverso il sesso orale, vaginale o anale. Va aggiunto che, oltre al rischio di sviluppare un cancro al collo dell’utero, alcuni tipi di HPV causano anche il cancro anale, del pene e della gola e che le infezioni da HPV siano più diffuse tra le persone HIV sieropositive.

Grazie allo sviluppo di nuove terapie antivirali, l’aspettativa di vita in pazienti HIV positivi è significativamente aumentata ma analisi epidemiologiche prospettiche dimostrano che l’incidenza di tumori prostatici e polmonari subirà, nei prossimi decenni, un significativo incremento.

All’interno della comunità LGBT+, le indagini hanno individuato, tra i vari fattori di rischio, una maggiore incidenza di obesità che si correla ad un aumentato rischio di sviluppare tumori al seno e ginecologici; il consumo di tabacco, invece, è associato ad un aumento del rischio di tumori polmonari.

Anche l’uso della terapia ormonale durante una transizione di genere può aumentare il rischio di cancro al seno. Infatti, per le persone trans-sessuali le attuali linee guida raccomandano, dopo cinque o più anni di terapia ormonale, di seguire  le stesse raccomandazioni di prevenzione per lo screening mammografico previste per tutte le donne.

Gli uomini trans-sessuali a cui non è stato rimosso il seno dovrebbero seguire le stesse raccomandazioni. Le persone trans-sessuali che hanno legalmente cambiato sesso dovrebbero anche essere consapevoli del fatto che potrebbero non ricevere inviti a sottoporsi agli screening oncologici che raggiungono il resto della popolazione.

È molto importante che anche la popolazione LGBT+ istauri con il proprio medico un forte legame collaborativo che la metta in condizione di trarre il maggior vantaggio da tutte le iniziative preventive e di diagnosi precoce del cancro già disponibili e di comprovata efficacia.

Al momento, le linee guida LGBT+ raccomandano, soprattutto per coloro che hanno una storia familiare di tumori, le seguenti indagini preventive tumorali:

• eseguire un Pap test ogni tre anni   in presenza di cervice uterina ed età compresa tra i 21 e i 65 o un test HPV o una combinazione di HPV e Pap test ogni cinque anni per le persone di età compresa tra 30 e 65 anni;

• per età compresa tra 50 e 74 anni: screening mammografico ogni due anni;

• parlare con il proprio medico sulla necessità di eseguire una visita urologica e di eseguire una misurazione del PSA.

I pazienti HIV+ debbono in modo particolare, dai 50 anni in poi e se fumatori, sottoporsi a visite urologiche periodiche;

• sentito il parere del medico, sottoporsi allo screening per lesioni anali associate ad infezione HPV-tramite pap-test anale ed esplorazione rettale digitale, in presenza di rapporti anali omo ed eterosessuali ( MSM);

•in caso di lesioni del cavo orale che tardano a guarire nell’arco di 10 giorni contattare un dentista o un otorinolaringoiatra;

• per età pari o superiore a 50 anni: aderire agli screening di routine per il cancro del colon-retto.

 In caso di familiarità di tumore colon-retto si consiglia di effettuare gli screening prima dei 50 anni;

• a partire dai 50 anni (soprattutto in caso di infezione HIV e tabagismo): screening per il cancro ai polmoni.

Vaccinazioni raccomandate.

HPV (papilloma virus umano), HBV (epatite B) se test sierologico negativo, HAV (epatite A) se test sierologico negativo.

Inoltre, per gli MSM, sono consigliati gli screening Annuali per: HIV, Sifilide Gonorrea uretrale (urina), rettale, faringea Clamidia uretrale (urina), rettale.

NOTA: Aumentare gli intervalli di screening a 3-6 mesi se hai più partner, partner anonimi e/o consumi droghe.

Festeggiamenti per il centenario

Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (LILT), 25 febbraio 2022, Roma

Discorso di apertura di :

  • Sua Altezza Reale la Principessa Dina Mired
    • Ex Presidente della Union for International Cancer Control (UICC)
    • Ex Direttore della King Hussein Cancer Foundation
    • Sostenitrice dell’International Society for Pediatric Oncology (SIOP)
    • Presidente onorario dell’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC)
    • Membro del gruppo di lavoro Civil Society dell’OMS sulle malattie croniche non trasmissibili
  • Sua Eccellenza Roberto Speranza, Ministro della Salute
  • Sua Eccellenza Dr. Francesco Schittulli, Presidente della LILT, Tutti i membri passati e presenti della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori
  • Colleghi della Task Force Mediterranea per il Controllo del Cancro (MTCC)

Stimati ospiti

Grazie per avermi invitato a partecipare a questo importantissimo festeggiamento. La celebrazione di 100 anni di lavoro e di impegno costante contro “l’imperatore di tutte le malattie” – il CANCRO.

In questi tempi di coronavirus, non posso iniziare il mio discorso senza prima ringraziare voi operatori del settore sanitario non soltanto in Italia ma anche in ogni parte del mondo. Le parole da sole non bastano a esprimere l’enorme debito che abbiamo con voi tutti. State mettendo a rischio la vostra vita, giorno dopo giorno, per salvarci. E avete dato un significato nuovo e profondo al termine “il sacrificio supremo”.

Nella comunità oncologica, operatori sanitari e pazienti indifferentemente sono quelli che hanno maggiormente risentito del duplice fardello dell’impatto del coronavirus. Sappiamo tutti che il cancro non aspetta che la covid-19 finisca. Il suo lavoro distruttivo è purtroppo geneticamente mappato con assoluta precisione a livello di tempistica e di azione. In realtà, il cancro prospera quando il sistema è guasto.

Come madre di un sopravvissuto al cancro, conosco anche troppo bene la preoccupazione di un’infezione per un paziente oncologico immunodepresso. Aggiungere l’angoscia dell’annullamento e del ritardo dei servizi essenziali di individuazione e diagnosi precoce o di cura; quando sappiamo tutti che il “tempismo” è cruciale quando si tratta di cancro – …è una cosa che va oltre l’immaginazione.

Detto questo, è stato estremamente rincuorante sapere che la nostra comunità oncologica si è adattata per risolvere le vere difficoltà incontrate dalle persone sul campo. Le storie sono quasi eroiche, con sforzi personali e collettivi compiuti per fare in modo che la diagnosi e la cura del cancro non venissero completamente schiacciate dalla macchina distruttiva della covid-19.

Tuttavia, malgrado questi sforzi erculei, stanno già uscendo i primi rapporti che parlano di un previsto aumento della mortalità per i pazienti oncologici a causa di tutti questi ritardi e annullamenti.

Mentre parliamo oggi, abbiamo 19,3 milioni di nuovi pazienti oncologici con 10 milioni di pazienti che muoiono ogni anno. 10 milioni di esseri umani come noi – il 70% delle morti si verifica ancora principalmente tra i poveri e gli svantaggiati della nostra comunità internazionale, specialmente nei paesi a reddito medio-basso (Low Middle-Income Countries, LMIC).

Molti di questi pazienti oncologici, ancora oggi, muoiono inutilmente a causa di malattie che possono essere prevenute, contro cui ci si può vaccinare, che possono essere individuate con lo screening e per le quali, in molti casi, esiste una cura. Il tumore della cervice uterina è l’esempio più eclatante, laddove lo screening a tappeto, la diagnosi precoce e la vaccinazione contro l’HPV potrebbero portare a eliminarlo – e tuttavia un intervento decisivo e fondi adeguati non sono ancora imminenti!

Perché? Paradossalmente, la lotta contro il coronavirus ha imposto a tutti noi di portare la “maschera”. E tuttavia, c’è voluto il coronavirus, con un costo umano tragico ed esorbitante, per “smascherare” veramente molte verità scomode.

Per esempio, parliamo da tempo della carenza di circa 18 milioni di operatori sanitari in tutto il mondo. E adesso ne stiamo vedendo l’effetto devastante. Abbiamo anche parlato della carenza di apparecchiature, farmaci, della mancanza di sistemi efficienti di erogazione delle cure sanitarie, di inaccessibilità finanziaria e della mancanza di una volontà e strategia politica decisiva e unificata. È rimasto tutto lettera morta.

Un altro problema fondamentale che il Covid-19 ha messo in luce e che noi come comunità sanitaria internazionale segnaliamo da tempo – troppo tempo –… è mettere fine alle divisioni tra le malattie.

La comunità sanitaria internazionale è sempre stata contraria alla contrapposizione tra le diverse malattie; la dicotomia di occuparsi di una o dell’altra invece che occuparsi delle persone, come tra le malattie trasmissibili e non. Questo approccio difettoso ci ha mostrato che ci sono conseguenze gravi quando gli interventi e i finanziamenti sono squilibrati verso una malattia rispetto ad un’altra. È uno dei principali motivi per cui l’infrastruttura di controllo e cura del cancro nei paesi a reddito medio-basso è stata a lungo ritardata.

Abbiamo inoltre fatto un appello per l’importanza di affrontare il cancro a 360 gradi. Dalla prevenzione all’individuazione e alla diagnosi precoce, alla cura e alle cure palliative. Purtroppo, fino ad oggi, molti paesi sono pronti a spendere centinaia di milioni di dollari per i costi delle cure, e anche delle cure tardive, e si rifiutano di investire nella prevenzione e nell’individuazione precoce che possono risparmiare molti più milioni in termini di vite preziose, finanziamenti e con il beneficio aggiunto di non sovraccaricare il sistema sanitario.

È come spendere migliaia di dollari per costose apparecchiature di sicurezza per la vostra casa e poi lasciare tutte le porte aperte! E il Cancro, oltre a conoscere perfettamente tutti i buchi delle maglie, in questi buchi prospera. Sappiamo che alcuni virus lo allettano, e il Cancro è attirato da alcune famiglie, spesso predando le generazioni. Sappiamo che i carcinogeni lo attraggono e che il Cancro ama l’inquinamento ambientale tossico. Ma le cose che più di ogni altra gli permettono di prosperare, che gli offrono oltre il 30% della sua vita, che lo alimentano, lo rafforzano sono l’ignoranza e la trascuratezza. Il cancro si ciba di inattivi, di obesi, di coloro che hanno i polmoni indeboliti dal fumo, la pelle bruciata dal sole o il flusso sanguigno affogato nell’alcol. Sono le persone che lo tentano più di ogni altra.

E voi della LILT lo sapete da molto tempo. Avete focalizzato il lavoro di una vita sul chiudere la porta al cancro attraverso le vostre campagne di sensibilizzazione alla prevenzione. Così facendo, avete protetto il popolo italiano armandolo della conoscenza di come far mancare al cancro il suo carburante. E attraverso le vostre campagne di sensibilizzazione sull’importanza dell’individuazione precoce avete messo a nudo il cancro prima che possa continuare il suo lavoro distruttivo. Avete dato ai vostri cittadini lo strumento della conoscenza che può salvare la vita, sapere che la prevenzione e l’individuazione precoce salvano effettivamente vite.

Detto questo, seguire un cosiddetto “stile di vita sano” non può essere responsabilità esclusiva dell’individuo. I cambiamenti dello stile di vita, come vengono chiamati, danno l’impressione che sia una questione di scelta o di preferenza. Ma quando gli alimenti non sani costano meno di quelli sani, quando il tabacco che uccide è così facilmente accessibile, e quando le strutture o gli spazi per l’attività fisica sono inesistenti, diventa non una scelta di stile di vita, ma una condanna a morte.

Riprendendo le parole appropriate dell’organizzazione Vital Strategies di cui sono un’orgogliosa ambasciatrice, “È tempo di reinventare la salute pubblica. Dobbiamo tutti capire che una buona salute non accade per caso! Viene prodotta e tutelata attivamente per tutti, da tutti, in tutti gli aspetti della nostra vita — nelle nostre famiglie, comunità e paesi. La buona salute è strade sicure, aria pulita, cibi non lavorati industrialmente accessibili e a prezzi contenuti e così via… È piccole scelte e grandi politiche. È il risultato di centinaia di decisioni che ognuno di noi prende ogni giorno, e un ambiente che faciliti la scelta sana”.

Grazie alla LILT da 100 che lavora anni invocando e sostenendo la creazione di un ambiente che faciliti la scelta sana. Spero che una volta finito l’incubo del covid-19, i leader mondiali faranno il punto, ripenseranno le loro priorità e sosterranno il rafforzamento dei sistemi sanitari in ogni parte del mondo. Perché la vera guerra non viene più combattuta con la forza di un fucile, ma con la forza di un sistema sanitario solido, sostenibile e irrobustito che sia equo per tutti.

GRAZIE.

Speciale festa della donna – marzo 2018

In occasione della festa della donna, presso il nostro Centro di via Nomentana 303 sarà possibile prenotare tutti i martedì di marzo un pacchetto dedicato alla prevenzione:
– visita con ecografia al seno,
– visita ginecologica con ecografia transvaginale/pelvica e pap test
Il contributo richiesto per tutto il pacchetto è di € 100 comprensivi della tessera associativa con la quale potrete accedere a tutte le nostre convenzioni.
 

Primo Convegno MELAVIVO – 10 febbraio 2018



SALA CONFERENZE DI VILLA GUGLIELMI IN FIUMICINO

Con il patrocinio del Comune di Fiumicino e della Federazione oncologica F.A.V.O.

L’associazione Mela-Vivo Vivere Coraggiosamente ha organizzato il primo convegno che si terrà a Fiumicino il 10 febbraio 2018. 
Si parlerà del melanoma e melanoma metastatico da ogni punto di vista: clinico, diagnostico, farmacologico, riabilitativo, integrativo e nutrizionale. 
Al convegno interverranno numerosi Illustri medici che ci aiuteranno a comprendere la patologia e come combatterla.

Alle ore 11.20 interverrà come relatore il dott. Roberto Morello, Presidente della LILT di Roma, per parlare della chirurgia del melanoma.

PROGRAMMA:
Ore 10:00 Benvenuto e Presentazione delle attività associative
Ore 10:15 Prof. Carlo Pastore: Il melanoma: review sulla patologia
Ore 10:30 Domande del pubblico
Ore 10:40 Prof.ssa Veronica di Nardo: La nutrizione in oncologia: parte integrante del percorso
terapeutico
Ore 11:00 Dott. Alfonso Baldi: La diagnosi precoce della patologia
Ore 11:20 Dott. Roberto Morello: La chirurgia nel melanoma
Ore 11:40 Prof. Carlo Pastore: L’ipertermia in oncologia
Ore 12:00 Domande del pubblico
Ore 12:10 Una storia clinica: Sig. Letterio Visigalli
Ore 12:20 Una storia clinica: Sig.ra Federica Tolli
Ore 12:30 Una storia clinica: Sig. Alessandro Barcherini
Ore 12:40 Una storia clinica: “Melanoma oculare, Diario di Viaggio” Sig.ra Gemma Formisano
Ore 13:00 Lunch
Ore 14:00 Prof.ssa Paola Queirolo: Immunoterapia nel melanoma
Ore 14:15 Prof.ssa Paola Queirolo: Nuove sperimentazioni e nuovi approcci terapeutici
Ore 14:30 Domande del pubblico
Ore 14:40 Dott. Gian Carlo Dott. Antonini Cappellini: Le targeted therapies nel melanoma con
mutazione
Ore 15:00 Domande del pubblico
Ore 15:10 Dott.ssa Virginia Ferraresi: Gestione degli eventi avversi e tossicità dei nuovi farmaci.
Ore 15:30 Domande dal pubblico
Ore 15:40 Dott. Roberto Bartoletti: Il linfedema post operatorio e la riabilitazione
Ore 16:00 Domande dal pubblico
Ore 16:10 Coffee break
Ore 16:20 Una storia clinica: Sig.ra Claudia Costanzo
Ore 16:35 Prof. Carlo Pastore: La medicina integrativa: coadiuvanti nella terapia del melanoma
Ore 16:50 Domande dal pubblico
Ore 17:00 Dott. Mauro Martinelli: l’Ozonoterapia in oncologia
Ore 17:20 Domande del pubblico
Ore 17:30 Una storia clinica” il punto di vista del caregiver” Sig.ra Enza Butticè con Salvatore Giaimis
Ore 17:45 Una storia clinica “Mary dall’altra parte, presentazione opera letteraria”: Sig.ra Marina Rota